XXI Domenica (e settimana) del Tempo Ordinario, anno C: la porta stretta

Luca 13,22-30 

In quel tempo, Gesù passava insegnando per città e villaggi, mentre era in cammino verso Gerusalemme.
Un tale gli chiese: «Signore, sono pochi quelli che si salvano?».
Disse loro: «Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, io vi dico, cercheranno di entrare, ma non ci riusciranno.
Quando il padrone di casa si alzerà e chiuderà la porta, voi, rimasti fuori, comincerete a bussare alla porta, dicendo: “Signore, aprici!”. Ma egli vi risponderà: “Non so di dove siete”. Allora comincerete a dire: “Abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza e tu hai insegnato nelle nostre piazze”. Ma egli vi dichiarerà: “Voi, non so di dove siete. Allontanatevi da me, voi tutti operatori di ingiustizia!”.
Là ci sarà pianto e stridore di denti, quando vedrete Abramo, Isacco e Giacobbe e tutti i profeti nel regno di Dio, voi invece cacciati fuori.
Verranno da oriente e da occidente, da settentrione e da mezzogiorno e siederanno a mensa nel regno di Dio. Ed ecco, vi sono ultimi che saranno primi, e vi sono primi che saranno ultimi».

Parola del Signore

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Commento mirabile di don Marco Pozza:

Il Paradiso non è questione di amicizie, Marco Pozza, IlSussidiario.net 20 agosto 2022

e mi viene in mente anche questo:

Il nostro compito non è quello
di chiederci che cosa abbiamo fatto
per cambiare le strutture del mondo,
ma a che punto è la conversione nostra.

— L. Giussani, 12 giugno 1968, citato in Vita di don Giussani, di Alberto Savorana (Rizzoli 2013, pag. 398)

XX Domenica (e settimana) del Tempo Ordinario: O Dio, che hai preparato beni invisibili…

O Dio, che hai preparato beni invisibili
per coloro che ti amano,
infondi nei nostri cuori la dolcezza del tuo amore,
perché, amandoti in ogni cosa e sopra ogni cosa,
otteniamo i beni da te promessi,
che superano ogni desiderio.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

Colletta della XX Domenica del Tempo Ordinario (Anno C)

 

 

6 agosto: la Trasfigurazione

Nella Chiesa d’Oriente, che Paolo VI ha tanto amato, la festa della Trasfigurazione occupa un posto molto speciale. Non è considerata un avvenimento fra i tanti, un dogma tra i dogmi, ma la sintesi di tutto: croce e risurrezione, presente e futuro del creato sono qui riuniti.

La festa della Trasfigurazione è garanzia del fatto che il Signore non abbandona il creato. Che non si sfila di dosso il corpo come se fosse una veste e non lascia la storia come se fosse un ruolo teatrale. All’ombra della croce, sappiamo che proprio così il creato va verso la trasfigurazione.

— J. Ratzinger, Omelia del 10 agosto 1978, poco dopo la morte di Papa Paolo VI (7 agosto), pubblicata su L’Osservatore Romano del 21 giugno 2013) – neretti miei

venerdì 6 agosto 2021

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L’istante del tempo ha significato come ritorno di Cristo, e quel giorno sarà il giorno della gloria; ma ogni istante è l’istante della gloria, e la gloria di Cristo nell’istante è la trasfigurazione del contenuto dell’istante, è la trasfigurazione che avviene in quello che facciamo. Questa trasfigurazione è la verità dell’umano, è la verità di quello che facciamo, origine di una umanità diversa.

—L. Giussani, Tutta la terra desidera il tuo volto, Edizioni San Paolo, 2000, pag. 38 (è anche il commento alla Trasfigurazione nei Misteri della Luce)

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Liturgia della festa,
a cura del sito LaChiesa.it

«tutto di Lui era passato nella  celebrazione dei sacramenti» (par. 9)

Oggi, 29 giugno 2022, solennità dei Santi Pietro e Paolo, è stata pubblicata la lettera apostolica di Papa Francesco sulla liturgia. L’estate è un buon momento per leggerla, visto che ci sono le vacanze e quindi un po’ di tempo libero. Ma leggerla è urgente anche per chi non ha vacanze. Uno o due paragrafi ogni sera non saranno un impegno devastante.

Lettera Apostolica “Desiderio Desideravi”
del Santo Padre Francesco
ai Vescovi, ai Presbiteri e ai Diaconi, alle persone consacrate e ai fedeli laici
sulla formazione liturgica del Popolo di Dio,
29.06.2022

A che serve il tempo tra la Pasqua e l’Ascensione

L’Ascensione cade nel giovedì della Sesta Settimana di Pasqua, cioè 40 giorni dopo Pasqua.

Nel nostro Paese, come in altri, però, la solennità dell’Ascensione si celebra la domenica successiva a tale giovedì. Questo ci offre ben 3 giorni+1 per meditare sulla questione.

Lo spostamento non è stato ideato per questo motivo, ma nessuno ci impedisce di farlo tornare a nostro vantaggio. Dopotutto, il calendario liturgico è uno strumento pedagogico.

Ecco qui spiegato, nella prima parte del brano, perché abbiamo un così lungo Tempo di Pasqua e che cosa dovremmo tentare di imparare in esso.

La seconda parte del brano invece, ribadisce che l’Ascensione è la festa dell’umano.

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Miei cari, i giorni intercorsi tra la risurrezione del Signore e la sua ascensione non sono passati inutilmente, ma in essi sono stati confermati grandi misteri e sono state rivelate grandi verità.

[…] durante tutto questo tempo trascorso tra la risurrezione del Signore e la sua ascensione, la divina Provvidenza questo ha avuto di mira, questo ha comunicato, questo ha voluto insinuare negli occhi e nei cuori dei suoi: la ferma certezza che il Signore Gesù Cristo era veramente risuscitato, come realmente era nato, realmente aveva patito ed era realmente morto.

Perciò i santi apostoli e tutti i discepoli, che avevano trepidato per la tragedia della croce ed erano dubbiosi nel credere alla risurrezione, furono talmente rinfrancati dall’evidenza della verità, che, al momento in cui il Signore saliva nell’alto dei cieli, non solo non ne furono affatto rattristati, ma anzi furono ricolmi di grande gioia.

Ed avevano davvero un grande e ineffabile motivo di rallegrarsi. Essi infatti, insieme a quella folla fortunata, contemplavano la natura umana mentre saliva ad una dignità superiore a quella delle creature celesti. Essa oltrepassava le gerarchie angeliche, per essere innalzata al di sopra della sublimità degli arcangeli, senza incontrare a nessun livello, per quanto alto, un limite alla sua ascesa. Infine, chiamata a prender posto presso l’eterno Padre, venne associata a lui nel trono della gloria, mentre era unita alla sua natura nella Persona del Figlio. 

— Dai san Leone Magno, papa, Discorso sull’Ascensione, 24, Ufficio delle Letture, Mercoledì della VI Settimana di Pasqua, Seconda Lettura

P.S. Il salmo 8 dice, dell’uomo: «Lo hai fatto poco meno degli angeli». Questa è una promozione. 

Giovedì 13 maggio 2021. Ascensione del Signore 

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Aggiornamento 2022. Il meraviglioso blog di Lucia offre un richiamo a come in passato l’Ascensione fosse una grande festa di popolo. Mi chiedo se noi, oggi, con questi tre giorni in più, saremmo in grado di inventarci qualcosa per celebrare la festa dell’umano. (Possibilmente non riso e latte, che detesto…) 

Vatican News, invece, offre una serie di meditazioni, una per ogni anno liturgico: il 2022 è Anno C. 

Servirsi di questi tre giorni, ossia ricordare l’Ascensione di giovedì e celebrarla di domenica non significa essere preconciliari o anticonciliari o chissà che altro. Significa fare come raccomandava san Paolo: vagliate tutto e trattenete ciò che vale. A me pare che tre giorni per meditare su una cosa importante come l’Ascensione valgano.

Giovedì 26 maggio 2022, Ascensione del Signore