Aggiornamento. Mi rendo conto che questa preghiera è del tutto insufficiente per la situazione attuale. E tuttavia rimane valido quel che ho scritto: dobbiamo mettere tutto e tutti nelle mani di Chi può aiutare ciascuno a fare del suo meglio, che si tratti di salvare malati o di sopportare con pazienza due settimane di isolamento. 

Qualche anno fa, nella basilica di Santa Maria degli Angeli, trovai una preghiera che conservo da allora perché la trovo completa di tutto.

Adesso mi pare che ci sia un particolare bisogno di una preghiera completa di tutto, da dire ogni giorno per tutti: malati, sani, contagiati, immuni, isolati, in attesa, quelli che ne sanno e quelli che non ne sanno, quelli che tacciono e quelli che parlano a vanvera. Perché l’angoscia la avvertiamo tutti, anche quelli come me che affrontano la questione con la massima positività.

E siccome rischiamo anche di avviarci all’esito che avremmo avuto se non esistesse la terapia intensiva – i più deboli muoiono – mi sembra urgente che affidiamo tutta la faccenda in mani più capaci delle nostre, in modo che ognuno sia sostenuto nel fare del suo meglio, qualunque condizione viva.

Preghiera per la XXVI Giornata Mondiale del Malato – 11 febbraio 2018

Salmo 22 (23) 

[1] Salmo. Di Davide.
Il Signore è il mio pastore:
non manco di nulla;

[2] su pascoli erbosi mi fa riposare,
ad acque tranquille mi conduce.

[3] Mi rinfranca, mi guida per il giusto cammino,
per amore del suo nome.

[4] Se dovessi camminare in una valle oscura,
non temerei alcun male, perché tu sei con me.
Il tuo bastone e il tuo vincastro mi danno sicurezza.

[5] Davanti a me tu prepari una mensa
sotto gli occhi dei miei nemici;
cospargi di olio il mio capo.
Il mio calice trabocca.

[6] Felicità e grazia mi saranno compagne
tutti i giorni della mia vita,
e abiterò nella casa del Signore
per lunghissimi anni.