Il mistero dell’Ascensione,
insieme all’effusione dello Spirito nella Pentecoste,
imprime e trasmette per sempre alla missione della Chiesa
il suo tratto genetico più intimo:
quello di essere opera dello Spirito Santo
e non conseguenza delle nostre riflessioni e intenzioni.

— Papa Francesco, Messaggio alle Pontificie Opere Missionarie, 21 maggio 2020, Solennità dell’Ascensione del Signore

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L’Ascensione è la festa dell’umano. Con Gesù l’umanità fisica, carnale entra nel dominio totale con cui Dio fa tutte le cose. È Cristo che discende alla radice di tutto.

È la festa del miracolo: un avvenimento che per sua forza richiama al mistero di Dio. Per questo l’Ascensione è la festa dove tutto il Mistero si raccoglie e dove si raccoglie tutta l’evidenza delle cose.

È una festa straordinaria e stranissima, dove tutti i volti di tutte le cose si danno convegno per gridare all’uomo ignaro, distratto, oscuro e “malviso”, [con la faccia scontenta; nota mia] la luce di cui sono fatte; per ridargli il significato per cui lui è entrato in rapporto con ogni cosa, per urlargli il compito che ha nelle cose, la parte sua tra le cose. Perché tutto dipende da lui: tutte le cose sono state fatte per l’uomo.

Chiunque cerca di rendere testimonianza al Signore con la sua vita già fa parte del mistero della sua Ascensione, perché Cristo asceso al cielo è l’Uomo per cui tutto è fatto, l’Uomo che ha incominciato a prendere possesso delle cose del mondo.

don Luigi Giussani, Il Santo Rosario (Tracce, 2001), Secondo Mistero Glorioso: Gesù ascende al cielo

domenica 24 maggio 2020