Libretto
versione breveversione lunga

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Discendi Santo Spirito,
di A. Schweitzer/E. Galbiati
(Youtube)

 

I doni dello Spirito Santo

da Around the Year with the Trapp Family,
di Maria Augusta Trapp, 1955
(traduzione mia)

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Il giorno dell’Ascensione iniziano i nove giorni di attesa e preparazione, insieme agli Apostoli e a Maria, per la venuta dello Spirito Santo. In quei giorni la famiglia discute dei doni dello Spirito Santo e dei frutti dello Spirito Santo, una sera dopo l’altra. Se ripenso agli anni trascorsi, mi sorprendo di quanto fossero diverse le discussioni anno dopo anno, sempre piene di eventi inaspettati, un po’ per la presenza di persone diverse – ospiti della famiglia o nuovi amici dei bambini – che non erano solite sentir discutere le opere dello Spirito Santo attorno al tavolo da pranzo.

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Destiniamo ogni sera a uno dei doni. Il primo è il dono della Scienza, che ci è offerto per aiutarci a trattare con la natura creata inanimata e animata, con le cose e con le persone. Esso ci insegna a servircene con saggezza e ad evitare quanto è per noi pericoloso. Se pensiamo ad una qualunque giornata, scopriamo che questo dono è necessario dal momento stesso in cui ci si sveglia, quando dobbiamo separarci dalla cosa creata “letto”. I più giovani scoprono che il dono della Scienza li aiuta a ricordare di far uso di quelle cose create tipo lo spazzolino da denti e la doccia. In effetti è difficile che ci sia un momento nella giornata in cui non abbiamo a decidere se usare qualcosa o non dobbiamo entrare in rapporto con qualcuno, un momento in cui non abbiamo bisogno dell’aiuto immediato dello Spirito Santo per attraversare la giornata sani e salvi.

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La seconda sera è dedicata al dono dell’Intelletto, che ci è dato per comprendere, con la mente e con il cuore, la verità rivelata come la troviamo nella Sacra Scrittura e nella liturgia e nel breviario. Questo dono è necessario per il tempo della preghiera e della meditazione. Esso adempie la promessa del Signore: “Lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome vi insegnerà ogni cosa” (Gv 14, 26).

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La terza sera è dedicata al dono del Consiglio, che ci aiuta a riconoscere, in ogni momento della vita, la volontà di Dio. Il dono ci è anche necessario quando qualcuno viene da noi a chiederci consiglio. È particolarmente necessario a genitori e insegnanti, preti e tutte le persone che hanno autorità. Ma sopra ogni cosa esso ci aiuta a compiere le scelte giuste nella vita di ogni giorno, anche in materie di importanza minore, come “Faccio i compiti adesso o più tardi? Guardo questo film oppure no?”.

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Il dono della Fortezza ci aiuta a vincere la nostra stessa volontà. Questo può iniziare con atti apparentemente di poco conto – come alzarsi dal letto nel momento in cui si è stabilito di farlo; rinunciare al fumo, ai dolci e ai biscotti in certi momenti; tacere quando avremmo pronta una risposta tagliente; fare piccole cose per gli altri a prezzo della nostra comodità – e può condurre alla prova suprema, aiutandoci a unirci alle migliaia di martiri di oggi, chiamati a dare la vita per Dio. Di nuovo, un dono che ci serve lungo tutto il giorno!

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Il dono della Pietà non sembra particolarmente attraente, finché non capiamo che esso infonde nei nostri cuori un tipo speciale di amore, diretto verso tutto ciò che appartiene ed è relativo a Dio: tutte le persone consacrate al Suo servizio – il Santo Padre a Roma, vescovi e sacerdoti, missionari, suore e laici – e tutte le cose dedicate a Dio, come la chiesa e l’altare, calice e ostensorio, le vesti liturgiche e i sacramentali nelle nostre case – rosari, acqua santa, medaglie. Questo dono prezioso ci fa anche desiderare di dedicare tempo al servizio di Dio. Esso ci aiuta a vincere la pigrizia mattutina quando è ora di andare a Messa. Ci fa desiderare di visitare ogni tanto, in chiesa, il nostro Dio nascosto. In altre parole, instilla nelle nostre anime l’interesse per ciò che è sopra la natura. Come potremmo farne a meno!

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Quando si arriva al dono del Timore di Dio c’è sempre qualcuno che solleva la questione: “Questo non lo capisco. Questo è lo spirito dell’Antico Testamento, del popolo eletto che sta tremante dinanzi a Jahvè e dice a Mosè: Vai tu sul monte e parla con lui, noi abbiamo paura. Ma il Nuovo Testamento ci insegna a di re “Padre nostro” e Nostro Signore dice: “Non vi chiamo più servi, vi chiamo amici!”- uno non ha paura del padre o dell’amico. A che mi serve il timore di Dio?”. È allora che viene fuori qualcosa di tenero e bello. Se una persona ne ama molto un’altra, può accadere di sentirla che dice: “Ho paura di svegliarlo, ha bisogno di dormire” oppure “Ho paura di disturbarlo”. In altre parole, chi ama teme di ferire l’oggetto del suo amore. Il dono del timore di Dio ci conduce ad uno stato d’animo in cui abbiamo paura di peccare perché questo ferirebbe Lui.

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Il dono della Sapienza infine sembra la somma di tutti i doni dello Spirito Santo, così come la carità è la somma di tutti i suoi frutti. Se noi chiediamo continuamente ogni giorno gli altri doni dello Spirito Santo e cooperiamo con essi, se esaminiamo la nostra coscienza ogni sera circa l’uso che ne abbiamo fatto, la saggezza crescerà nei nostri cuori. Questa saggezza non ha niente a che vedere con quella dell’ordinaria intelligenza umana, con la conoscenza che s’impara a scuola o sui libri. Non è necessario saper leggere e scrivere per diventare saggi. A volte si incontra un vecchio fratello laico o una sorella laica, un vecchio contadino in campagna o qualche persona costretta a letto, che può non essere istruita agli occhi del mondo ma può colpirci profondamente con una saggezza reale, espressa nella massima semplicità.

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Alla fine del settimo giorno, tutti noi abbiamo rinnovato la nostra convinzione che non possiamo condurre una vita davvero cristiana senza l’aiuto particolare dello Spirito Santo, che dobbiamo chiederlo all’inizio di ogni giorno ed essergli fedeli nel corso della giornata. I bambini, con la generosità dei loro giovani cuori, rispondono in maniera particolare a questo tipo di proposta.