Nella parabola dei talenti, una cosa non viene notata quasi mai. Ci si concentra sui servi e sul loro impiego dei beni ricevuti, sulle ultime parole del padrone, ma c’è una frase che nessuno sottolinea mai. Quantomeno io non l’ho mai sentita sottolineare.

“Servo malvagio e pigro, tu sapevi…”

Tu sapevi. Tu mi conosci, sai chi sono e come sono, però non te n’è importato niente e hai lasciato che la paura prendesse il sopravvento sulla conoscenza. Non dico sull’amore, che non si può pretendere, ma su ciò che sai.

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Da quando me ne sono accorta, trovo particolarmente detestabile la lettura “con i tuoi talenti devi essere utile al prossimo”.

Il punto non è essere utile al prossimo e basta, altrimenti basterebbe essere filantropi o servizievoli; e poi, ragionando così, facciamo fuori la gran parte dei malati e dei disabili senza neanche rendercene conto. La nostra vita non deve essere valutata in base all’utilità che abbiamo per gli altri.

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Ama Dio E ama il prossimo vanno insieme.

Essere cristiani è sempre un et… et… E con la paura non si arriva da nessuna parte.