Oggi è la festa di Cristo Re dell’Universo (ufficialmente, Solennità di Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’Universo; familiarmente, festa di Cristo Re).

In questo giorno nell’Anno A, come quest’anno, si legge il brano sulle opere di misericordia o di carità, dal Vangelo secondo Matteo, capitolo 25, versetti 31-46.

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Una delle cose più difficili da comprendere, sembra, per moltissime persone è che il cristianesimo vero è un “et et” e mai un “aut aut”. A un certo punto, è vero, bisogna scegliere: o Dio o Mammona, o con Gesù o contro di lui. Ma una volta compiuta la scelta, la vita diventa questione di tenere insieme degli opposti, a volte perfino furibondi, come scrisse G.K. Chesterton a proposito della Chiesa (cattolica).

Non è mai stato “o fede o opere” ma sempre “e fede e opere”, cioè “sia fede sia opere”. Fede e opere vanno insieme, a braccetto, anzi, abbracciate. Commento nella lettera di san Giacomo, capitolo 2, versetti 14-26.

È lo stesso per i due comandamenti “Ama Dio e ama il prossimo”. Commento di san Giovanni nella sua prima lettera, capitolo 4, versetti 19-21 in particolare.

È lo stesso per il comandamento “Non rubare” che non ha impedito a un ladro di entrare per primo in Paradiso insieme a Gesù, fianco a fianco. Vangelo di san Luca, capitolo 23 versetto 43.

Nessuno s’è mai sognato di dire che questo significava “tana liberi tutti” per ladri e briganti.

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domenica 22 novembre 2020,
Solennità di Cristo Re dell’Universo