Stava Maria dolente 

Testo: Evasio Leone? (la mia fonte, Canti a Maria, Edizioni Nuovo Mondo 2008, non riporta l’autore del testo ma solo quello della musica)
Musica: Antonio Lotti (1667-1740)

Stava Maria dolente,
senza respiro e voce,
mentre pendeva in croce
del mondo il Redentor.
E nel fatale istante
crudo materno affetto
le lacerava il petto,
le trafiggeva il cor.

O dolce madre, o pura,
fonte di santo amor,
parte del tuo dolore
fa’ che mi scenda in cor.
Fa’ ch’ogni ardor profano
sdegnosamente sprezzi,
che a sospirare m’avvezzi
sol di celeste ardor.

Gesù che nulla neghi
a chi tua madre implora,
del mio morir nell’ora
non mi negar mercé.
E quando fia disciolto
dal suo corporeo velo,
fa’ che il mio spirito in cielo
voli a regnar con te.

Questo canto e l’analogo “Stava a’ piè della croce” sono parafrasi dello Stabat Mater attribuito a Iacopone da Todi, ma non risulta che siano opera sua. Le attribuzioni a Iacopone dei testi italiani sono quindi sempre errate.

Il testo ha varie versioni (basta cercare in Google Libri il primo verso). Quella che ho trascritto è una versione breve tratta dal testo “Pianto di Maria” (1810) del padre carmelitano Evasio Leone.

Poiché la musica di Lotti è molto più vecchia del testo, mi resta da scoprire che testo si cantasse prima del 1810; non penso sia lo Stabat, che ha una metrica diversa. Gli altri testi che ho reperito sono tutti posteriori tranne uno del 1805. Quando si dice “del tale anno” per un testo del genere e di tempi remoti, si intende la data della raccolta e non la data del testo, che può essere molto più antico e tramandato solo oralmente.