I nemici non sono solo quelli che ci vogliono male; sono anche coloro ai quali vogliamo male noi.

Ho appena sentito che, nell’incidente della funivia del Mottarone, i freni di emergenza non hanno funzionato perché erano stati volutamente bloccati. Si voleva evitare di fermare l’impianto per controlli e manutenzione; i freni entravano in azione spesso, da un mese in qua, segno che qualcosa non funzionava bene.

Nessuno voleva uccidere nessuno. Chi lavora con l’impianto voleva semplicemente lavorare, dopo un anno di blocco.

Lavorare: una cosa buona, in sé. Una cosa umana. L’umano dell’Ascensione; e anche Dio lavora sempre, no?

Ma non si possono perseguire le cose buone facendone di cattive.

Quegli uomini (tre fermati, per adesso) hanno compiuto un’azione cattiva sapendo benissimo che poteva avere conseguenze gravi: non ha senso dire “non immaginavo che si spezzasse il cavo”.

Poteva succedere a chiunque di noi, però: anche se non sta nell’elenco di san Paolo, questa superficialità dipende dalla “carne” di ieri e non ha senso neanche dire “io non lo farei mai”. Prima trovati in una situazione analoga – di bisogno, di disperazione, di frustrazione… che ne sappiamo? – e poi si vedrà.

Finora ho pregato per chi è morto e chi rimasto. Se oggi non pregassi anche per quelli che ne hanno causato la morte, sarei migliore di loro?

mercoledì 26 maggio 2021