Mi è successa una cosa molto bella; per la verità è successa ad un mio amico, ma fa lo stesso. Quando l’ho saputo ero al settimo cielo e sono rimasta esaltata fino alla sera. Mi sento alquanto su di giri ancora oggi.

Avevamo pregato Maria per quella particolare cosa. Di conseguenza, appena ho saputo la bella notizia, ho tentato di ricordare qualche canto di ringraziamento dedicato alla Madonna e mi sono accorta che non ne so nemmeno uno.

Ho cercato in internet e ho scoperto che praticamente non ne esistono. O sarò io che non li so cercare?

In compenso, mi veniva sempre fuori il Magnificat, così ho passato la giornata a cantare il Magnificat nella forma del canone di Taizé, che si presta benissimo alla bisogna.

(Nella mia parrocchia lo cantiamo accoppiato come ritornello al testo italiano in VIII tono gregoriano; si sposano a neraviglia e il ritornello serve a spezzare la “monotonia” del gregoriano. Credo che li cantiamo così solo noi, perché non ho trovato nessuna esecuzione online; forse è stato un colpo di genio di uno dei nostri musicisti.)

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Che non esistessero canti di espresso ringraziamento a Maria mi stava un po’ stretto: siamo sempre lì a chiederle questo e quello – e lei ci incoraggia, perfino – ma nessuno ha mai pensato di comporre qualcosa per ringraziarla? Eppure la gratitudine non ci manca(va), quanti santuari sono pieni di ex voto.

D’accordo, l’ex voto è una forma antica di ringraziamento alla divinità, che si è mantenuta dai tempi pagani, mentre il canto è una forma più cristiana, però, dai… che manica di ingrati…

Mi ci è voluto un po’ ma credo infine di aver capito come mai non ci sono canti che espressamente dicano “grazie” alla Madonna per le grazie che ci concede. Probabilmente i nostri avi non erano una manica di ingrati: al contrario, avevano una percezione corretta di una questione che a noi forse sfugge. È solo una mia ipotesi, comunque.

L’ipotesi è questa:

* per qualunque grazia che riceviamo, è sempre e solo Dio che dobbiamo ringraziare, perché Sua è la forza che fa il mondo e le cose;

* tutti gli altri sono intermediari, inclusa Sua Madre, mediatrice potentissima ma comunque mediatrice; anche per Maria vale ciò che tutti noi diciamo al Signore: con le nostre mani ma con la Tua forza.

* Di conseguenza, ringraziare con la parola è riservato a Dio, come il canto dell’alleluia.

(Quanto mi irrita che usino l’Allelujah di Haendel nelle pubblicità. Sono del contado di Perugia, il che vuol dire esposizione garantita alle bestemmie, ma le pubblicità mi paiono peggio che le bestemmie di contadini ignoranti: ma questa è un’altra storia.)

Questo è ciò che ritengo sia una plausibile spiegazione dell’assenza di canti specifici per ringraziare la Madonna. Abbiamo altri modi: ex voto, processioni, feste e poi ognuno è beneducato in proprio, ne sono certa; ma le parole no.

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La sera, poi, mi è venuto in mente l’Inno alla Vergine scritto da Dante Alighieri.

Noi lodiamo Maria – di canti che lodano Maria ce n’è a bizzeffe – e in tale forma la ringraziamo umanamente, perché “teologicamente” non lo possiamo fare.

Vergine madre, figlia del tuo figlio,
umile e alta più che creatura,
termine fisso d’eterno consiglio,
tu se’ colei che l’umana natura
nobilitasti ‘sì, che ’l suo fattore
non disdegnò di farsi sua fattura.

Nel ventre tuo si raccese l’amore
per lo cui caldo ne l’eterna pace
così è germinato questo fiore.
Qui se’ a noi meridïana face
di caritate, e giuso, intra i mortali,
se’ di speranza fontana vivace.

Donna, se’ tanto grande e tanto vali,
che qual vuol grazia ed a te non ricorre,
sua disïanza vuol volar sanz’ali.
La tua benignità non pur soccorre
a chi domanda, ma molte fïate
liberamente al dimandar precorre.

In te misericordia, in te pietate,
in te magnificenza, in te s’aduna
quantunque in creatura è di bontate.

Questo inno è l’incipit dell’ultimo canto del Paradiso di Dante Alighieri (il XXXIII) ed è presente nei libri per la Liturgia delle Ore, dove è proposto come inno per l’Ufficio delle Letture nel Comune della beata Vergine Maria (Avvento e Natale, Quaresima e Pasqua) o nella memoria facoltativa di Maria al sabato (Tempo Ordinario).

Io l’ho imparato quando ce lo propose don Giussani, qualche anno fa. Era anche una delle preghiere preferite di Pier Giorgio Frassati.