Il 31 dicembre è l’ultimo giorno dell’anno per il calendario civile occidentale.

Per la Chiesa cattolica, invece, è il settimo giorno dell’Ottava di Natale, vale a dire che è Natale. Il Natale di Gesù, infatti, è una festa talmente importante – la festa della nascita di Dio in terra – che non basta un giorno solo per celebrarla, ci vuole un’intera settimana più uno, cioè un’ottava. (Si capisce che chiamarla “ottomana” sarebbe stato fuori luogo.)

 

Nell’Ottava di Natale ci sono alcune feste importanti, accanto al Natale stesso: la festa di santo Stefano, il primo martire o protomartire (26); la festa di san Giovanni evangelista, il prediletto del Signore e autore di uno dei brani più strepitosi nella storia della letteratura, che è il prologo del Vangelo scritto da lui (27); la festa dei Santi Innocenti, i primissimi a morire a causa di Gesù (28).

In questi giorni cade anche la festa della Santa Famiglia, che è per grado una solennità e si celebra nella prima domenica dopo Natale (è una festa mobile: nel 2019 è stata celebrata il 29).

L’ultimo giorno dell’Ottava, che è il primo giorno di gennaio, è dedicato a una festa grande, la solennità di Maria Santissima Madre di Dio. Quel giorno, infatti, è Capodanno secondo il calendario romano – e intendo proprio romano nel senso dell’antica Roma, non nel senso di Roma come sede del Papa – ma non è un “capodanno”, cioè un inizio di nuovo anno, secondo il calendario liturgico. Il calendario liturgico comincia con la prima domenica d’Avvento.

 

Se il primo gennaio non è liturgicamente un capodanno, va da sé che il 31 dicembre non sarà liturgicamente una fine d’anno. Secondo la liturgia, il 31 dicembre, se non capita di domenica, è una feria, vale a dire che non ci sono feste particolari. Nel calendario, naturalmente, questo giorno ospita vari santi, tra cui san Silvestro I, ma la sua liturgia è quella natalizia dell’Ottava.

 

Siccome però noi viviamo nel mondo con tutti gli altri e tutti gli altri, in Occidente, amano considerare il primo gennaio Capodanno (Dio solo sa in base a quale criterio, ma un Capodanno ci vuole sempre: è chiaramente un bisogno primario, visto che ce l’ha qualunque popolo e civiltà), anche noi lo vediamo come Capodanno e consideriamo il 31 dicembre la fine d’anno.

E siccome, quando si finisce qualcosa, uno tira le somme e fa un bilancio, anche noi abbiamo un po’ l’abitudine di fare così.

Siccome, però, siamo servi inutili e senza il Signore non possiamo far nulla – una cosa che ho scoperto essere concreta quanto le patate, come Chesterton usava dire del peccato originale – anziché star lì a tirare somme per gloriarci di quanto siamo bravi o deprimerci per quanto è brutto il mondo, la Chiesa ci propone di metterci insieme a ringraziare Dio di ciò che ci ha dato in questo anno e negli ultimi duemila: è la preghiera chiamata Te Deum.

Il sentimento di essere a un punto (ciclico) di svolta nasce nel popolo; la proposta di come affrontarlo viene dalla Chiesa. Ripeto, però, che il canto del Te Deum, non fa parte della liturgia del giorno: curiosamente, questa preghiera nella liturgia ha sempre avuto posto, ma non in quel giorno lì. La recita del Te Deum il 31 dicembre è invece ciò che si dice “un pio esercizio”. La questione si può approfondire nel Direttorio su pietà popolare e liturgia al paragrafo 114 (dedicato al 31 dicembre, mentre al 7 c’è la definizione di pio esercizio).

 

Anche se il Te Deum non fa parte della liturgia dell’Ottava, di solito viene recitato dalla congregazione dopo la Messa, se c’è Messa nella data chiesa; se la Messa non c’è (non tutte le chiese hanno la Messa tutti i giorni), ci si può comunque raccogliere in chiesa per dirlo o cantarlo, a patto che la chiesa sia aperta (e purtroppo non tutte le chiese sono aperte quando dovrebbero, incluse quelle parrocchiali; ma non credo che il parroco ci rifiuterebbe la chiave se gli dicessimo che vogliamo andare in chiesa per il Te Deum). Chi non può andare in chiesa, lo può recitare o cantare da solo, se desidera. La cosa più bella è ringraziare Dio insieme ad altri ma non sempre è possibile essere fisicamente insieme; il 31 dicembre, però, dopo l’imbrunire, ci saranno migliaia di altre persone che in quel momento staranno recitando lo stesso ringraziamento e proprio soli non saremo.

 

Te Deum laudámus: te Dóminum confitémur.
Te ætérnum Patrem, omnis terra venerátur.
Tibi omnes ángeli, tibi cæli et univérsæ potestátes:
tibi chérubim et séraphim incessábili voce proclamant:
Sanctus, Sanctus, Sanctus Dóminus Deus Sábaoth.
Pleni sunt cæli et terra maiestátis glóriæ tuae.

Te gloriósus Apostolórum chorus,
te prophetárum laudábilis númerus,
te mártyrum candidátus laudat exércitus.
Te per orbem terrárum sancta confitétur Ecclésia,
Patrem imménsæ maiestátis;
venerándum tuum verum et únicum Fílium;
Sanctum quoque Paráclitum Spíritum. 

Tu rex glóriæ, Christe.
Tu Patris sempitérnus es Filius.
Tu, ad liberándum susceptúrus hóminem, non horruísti Virginis úterum.
Tu, devícto mortis acúleo, aperuísti credéntibus regna cælórum.
Tu ad déxteram Dei sedes, in glória Patris.
Iudex créderis esse ventúrus.
Te ergo, quæsumus, tuis fámulis súbveni, quos pretióso sánguine redemísti.
Ætérna fac cum sanctis tuis in glória numerári.

Salvum fac pópulum tuum, Dómine, et bénedic hereditáti tuæ.
Et rege eos, et extólle illos usque in ætérnum.
Per síngulos dies benedícimus te;
et laudámus nomen tuum in sæculum, et in sæculum sæculi.

Dignáre, Dómine, die isto sine peccáto nos custodíre.
Miserére nostri, Dómine, miserére nostri.
Fiat misericórdia tua, Dómine, super nos, quemádmodum sperávimus in te.
In te, Dómine, sperávi: non confúndar in ætérnum.

Noi ti lodiamo, Dio, ti proclamiamo Signore.
O eterno Padre, tutta la terra ti adora.
A te cantano gli angeli e tutte le potenze dei cieli:
Santo, Santo, Santo il Signore Dio dell’universo.
I cieli e la terra sono pieni della tua gloria.

Ti acclama il coro degli apostoli e la candida schiera dei martiri;
le voci dei profeti si uniscono nella tua lode;
la santa Chiesa proclama la tua gloria,
adora il tuo unico Figlio, e lo Spirito Santo Paraclito.

O Cristo, re della gloria, eterno Figlio del Padre,
tu nascesti dalla Vergine Madre per la salvezza dell’uomo.
Vincitore della morte, hai aperto ai credenti il regno dei cieli.
Tu siedi alla destra di Dio, nella gloria del Padre.
Verrai a giudicare il mondo alla fine dei tempi. 

Soccorri i tuoi figli, Signore, che hai redento col tuo sangue prezioso.
Accoglici nella tua gloria nell’assemblea dei santi.
Salva il tuo popolo, Signore, guida e proteggi i tuoi figli.
Ogni giorno ti benediciamo, lodiamo il tuo nome per sempre.

Degnati oggi, Signore, di custodirci senza peccato.
Sia sempre con noi la tua misericordia: in te abbiamo sperato.
Pietà di noi, Signore, pietà di noi.
Tu sei la nostra speranza, non saremo confusi in eterno.

(dal Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica)

 

martedì 31 dicembre 2019