Nella Chiesa d’Oriente, che Paolo VI ha tanto amato, la festa della Trasfigurazione occupa un posto molto speciale. Non è considerata un avvenimento fra i tanti, un dogma tra i dogmi, ma la sintesi di tutto: croce e risurrezione, presente e futuro del creato sono qui riuniti.

La festa della Trasfigurazione è garanzia del fatto che il Signore non abbandona il creato. Che non si sfila di dosso il corpo come se fosse una veste e non lascia la storia come se fosse un ruolo teatrale. All’ombra della croce, sappiamo che proprio così il creato va verso la trasfigurazione.

— J. Ratzinger, Omelia del 10 agosto 1978, poco dopo la morte di Papa Paolo VI (7 agosto), pubblicata su L’Osservatore Romano del 21 giugno 2013) – neretti miei

venerdì 6 agosto 2021

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L’istante del tempo ha significato come ritorno di Cristo, e quel giorno sarà il giorno della gloria; ma ogni istante è l’istante della gloria, e la gloria di Cristo nell’istante è la trasfigurazione del contenuto dell’istante, è la trasfigurazione che avviene in quello che facciamo. Questa trasfigurazione è la verità dell’umano, è la verità di quello che facciamo, origine di una umanità diversa.

—L. Giussani, Tutta la terra desidera il tuo volto, Edizioni San Paolo, 2000, pag. 38 (è anche il commento alla Trasfigurazione nei Misteri della Luce)

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Liturgia della festa,
a cura del sito LaChiesa.it